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È segnalato con delle frecce bianche e un indicatore verde della direzione da seguire. In ogni sito ci sono delle targhe esplicative.
Dalla Piazza IV Novembre di Molina imbocchiamo la strada a destra del fiume e prendiamo in salita Via per Luzzeno e Rongio, seguendo le frecce; incrociamo la carrozzabile che attraversiamo; oltrepassiamo le case di Luzzeno, percorrendo un tratto di mulattiera che risfocia più a monte sulla strada asfaltata. Arrivati al tornante, riprendiamo a sinistra la mulattiera per Rongio e appena più avanti, sulla destra, troviamo la lapide che ricorda l’uccisione del partigiano Giuseppe Poletti (sito 6). Riprendiamo la mulattiera in salita fino ad incontrare una strada asfaltata che percorriamo ancora per un breve tratto fino a prendere la scaletta che sale alla piazza Sant’Antonio di Rongio (sito 7). Qui troviamo un bar dove furono catturati i partigiani. La targa che ricorda il fatto si trova sulla casa di fronte. Riscendiamo lungo la strada asfaltata che porta ad un ristorante, raggiunto il quale proseguiamo a destra sulla stradina sterrata e prendiamo più avanti il sentiero a sinistra verso il fiume; lo si attraversiamo e risaliamo sull’altra sponda; arrivati in località Scenghen, incrociamo lo sterrato che prendiamo a sinistra verso Sonvico. Attraversiamo in salita il nucleo di case fino a trovare le segnalazioni del CAI Grigne. Dalle ultime case di Sonvico (sito 8b) ha inizio il sentiero, tra i più frequentati del nostro territorio, che porta all’Alpe di Era dove si trovava una sede del comando della Brg. Cacciatori delle Grigne. Ripercorriamo in discesa il viottolo, tra le case di Sonvico, girando a destra, e imbocchiamo la stradina di San Bernardo e raggiungiamo il piccolo cimitero da dietro; in alternativa possiamo scendere lungo la strada asfaltata, fino ad incrociare quella in salita che ci conduce sempre al camposanto, ma da sotto. In questo luogo raccolto, a sinistra del viale centrale che porta alla chiesetta, troviamo il monumento ai partigiani (sito 9), eretto in memoria dei quattro caduti di Somana della Cacciatori delle Grigne. Usciti dal cimitero, riprendiamo la strada in discesa fino a giungere in vista della chiesa di Somana; sulla destra, un viottolo in salita porta alle case di Bornico; sul muraglione ci sono due targhe degli itinerari della memoria (sito 8a). Oltrepassata la chiesa e il campo sportivo, imbocchiamo sulla sinistra la Strada del sasso che finisce con una scaletta dove incrociamo la strada asfaltata. Possiamo procedere fino a Molina (sito 3 itinerario rosso) seguendo la carrozzabile; in alternativa attraversiamo la strada, scendiamo per un’altra scaletta ed entriamo nel vecchio nucleo (Via Contrada Palanzo) fino a Piazza della Fontana dove troviamo la casa natale di Don Giovanni Gatti, sacerdote antifascista. Una piccola targa lo ricorda.