• Mandello del Lario
  • 90 minuti circa
  • Piazza IV Novembre a Molina
  • Somana
  • Tutte le stagioni
  • 200 m circa
È un itinerario turistico, ma anche didattico che tocca le frazioni di Somana e Rongio, dove si svolsero alcuni fatti della Resistenza. I due nuclei erano un tempo realtà rurali autonome, collegate a Mandello da sentieri e mulattiere. Il percorso attraversa nella valle il Fiume Meria con visione sulle Grigne dove vi erano i rifugi partigiani.
  • Si percorre in parte su strade asfaltate e in alcuni tratti su mulattiere e sentieri.
  • Si sviluppa su 5 siti.
  • Il percorso è segnalato con frecce bianche con il logo dell'itinerario e un indicatore verde della direzione da seguire.

Itinerari

Una semplice lapide di pietra scura, con una croce bianca, ricorda in “Neri” il sacrificio di Giuseppe Poletti, partigiano della brigata “Cacciatori delle Grigne”. Poco lontano da qui il 25-08-1944 viene colpito alle gambe, mentre tenta di sfuggire ai soldati tedeschi e ai fascisti che lo hanno catturato a Rongio con altri compagni. Li stanno scortando, con le mani dietro la nuca, lungo questa mulattiera, che allora era il collegamento tra la frazione di Rongio e Mandello. Sono diretti al Comando tedesco di Molina, dove i nazifascisti intendono interrogarli. Colpito gravemente, Giuseppe cade lungo la scarpata e arriva ferito nel fiume Meria, dove muore dissanguato, dopo lunga agonia. Nessuno dei suoi compagni può andare a soccorrerlo perché immediatamente tutta la zona viene posta sotto controllo. Alcuni sentiranno i suoi lamenti durante la notte.

Day 2 :
7. Rongio

Da Rongio si diramano i sentieri battuti dai partigiani per raggiungere i rifugi e i caselli da loro occupati sulle Grigne (Gardata, Rif. Elisa); partono i rifornimenti di viveri e le informazioni attraverso le staffette e i collegatori.
Al bar di Rongio il 25 agosto 1944 giungono nel primo pomeriggio i partigiani Giuseppe e Giovanni Poletti; scesi dal comando di Era, sono armati e vengono segnalati da una spia. Sono catturati dai nazi-fascisti che li incolonnano per scortarli verso Molina. Giuseppe ha detto ai compagni che, se preso, per paura di parlare sotto tortura, scapperà e tenta di fuggire verso i campi, ma viene fermato e rimesso in fila con gli altri.
Durante il trasferimento al comando della Wehrmacht, lungo il sentiero in località “Neri”, tenta un’altra volta la fuga, ma viene colpito mortalmente.

Negli anni Quaranta del ’900 Somana ha due nuclei di case distinti: Bornico e Sonvico. Gli abitanti si conoscono, le famiglie sono numerose e patriarcali, dedite prevalentemente all’allevamento, a coltivazioni di autoconsumo, alla cura dei boschi. Alcuni uomini sono operai in Moto Guzzi, dove fanno turni di otto ore per dare una mano nei lavori dei campi o nella stalla; le ragazze lavorano alla Carcano, al Vellutificio Redaelli, alla Icma o nelle filande di Mandello. Ogni famiglia ha un figlio a militare (alpino sul fronte russo, internato in Germania, in montagna coi partigiani). La piazza della chiesa è il centro della comunità.
Da questa piazza passano, il 25 agosto 1944, i partigiani Giovanni e Giuseppe Poletti che, scesi da Era, sono diretti a Rongio, attraverso il fiume. Sul sagrato della chiesa, nel settembre 1944, avviene l’incontro tra Carlo Travaglini (“Luca”) e i tedeschi che dichiarano di voler trattare una resa coi partigiani, ma lui non cade nella trappola. Da Somana passano i nazifascisti che, nel rastrellamento dell’autunno 1944, salgono in forze in montagna, bruciano i caselli di Era e i rifugi partigiani sulle Grigne.

Dalle ultime case del vecchio nucleo di Sonvico inizia il sentiero per salire all’Alpe di Era, passando dall’ospizio di Santa Maria. Già prima della guerra, i contadini, proprietari dei “caselli” portano tutti gli anni in alpeggio i loro animali. Era è meta di facile accesso per Esino Lario, la Valsassina e i rifugi sulle Grigne. Dopo l’annuncio dell’Armistizio dell’8 settembre 1943 salgono a Era i primi “sbandati” a metà mese ci sono riunioni segrete a Somana in casa di Lino Poletti (nome di battaglia “Claudio”), che con il colonnello Galdino Pini (“Pietro”) e con Oscar Barindelli (“Oreste”) organizza il gruppo di patrioti. Dal 1943 al 1945 a Era è distaccato il Btg. Moncodeno e la brigata prende il nome di “Cacciatori delle Grigne”. I partigiani in Era si distribuiscono in tutti i caselli, ma le sedi del comando sono Ca’ Carizzoni e l’Albergo. Oltre ai mandellesi, ci sono uomini provenienti dalla pianura, dalla Brianza e da Milano. Molti conoscono le Grigne da escursionisti, alcuni da rocciatori e sono abituati a raggiungere Mandello in treno da Milano.
Lungo la mulattiera per Era vi è l'ospizio di Santa Maria; ci passano rifornimenti di viveri e di munizioni per la brigata, staffette e portaordini con le notizie per il comando, ma anche chi diretto in Valsassina, Esino o Alpe di Lierna, sceglie percorsi più lunghi in montagna piuttosto che quelli più rischiosi sulle strade. A Santa Maria c’è un posto di guardia di due o tre partigiani armati per controllare la vallata e chi transita sul sentiero.

Nel cimitero ai piedi della Grigna Settentrionale e della vallata di Era vi è il monumento ai quattro partigiani caduti, originari di Somana: Adamo Gaddi e Davide Gaddi, morti il 26-10-1944 nell’imboscata della Maiola; Giovanni Poletti e Giuseppe Poletti, uccisi dai nazifascisti il 25-8-1944. Sono tutti molto giovani, hanno tra i venti e i ventitré anni, e fanno parte del gruppo di partigiani del Comando di Era. Il monumento è inaugurato il 25-8-1946. La scultura in marmo bianco è opera di Giuseppe Enrini (1899-1962), artista milanese sfollato a Somana durante la guerra. L’altorilievo rappresenta il partigiano che affronta insidie e pericoli, vincendo con coraggio e determinazione il male, raffigurato da un serpente con la testa di cane e la cresta di drago. Dietro di lui si vede la Grigna vista da Mandello e la chiesetta di Santa Maria, chiaro richiamo alla zona di Era e al versante di Somana, dove operano i partigiani della brigata. Dalla scultura è tratto il logo degli “itinerari della memoria” che si trova sulle targhe di Mandello e dei diversi percorsi della Resistenza sulle Grigne.

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