• Lecco
  • 2 ore e 15 minuti - 3 ore
  • Via Castagnera
  • Municipio di Lecco
  • Tutte le stagioni
  • Inferiore ai 50 mt
  • 6 km - 8,3 km
Il percorso inizia in via Castagnera, al cancello d’ingresso dell’Istituto superiore Bertacchi (punto d’interesse 1) di fronte all’area su cui sorgeva la fabbrica metalmeccanica ‘Rocco Bonaiti’, teatro degli arresti del 7 marzo 1944. Uscendo a sinistra da via Castagnera, incrociamo corso Matteotti e il Parco 7 marzo, dove una targa e un monumento ricordano gli arresti e la deportazione (punto d’ interesse 1). Scendendo per Corso Matteotti arriviamo in Largo Montenero dove, nel piazzale d’ingresso del Liceo Scientifico G.B. Grassi, sorge il monumento ai cittadini lecchesi Caduti per la Libertà (punto d’interesse 2). Lasciando sulla sinistra la rotonda di largo Montenero, imbocchiamo via Bovara in area pedonale; superando la Biblioteca comunale, scendiamo fino a incrociare via Mascari, che prendiamo a destra fino al n. 21, sede del secondo CLN cittadino e della tipografia dove si stampava ‘Il Ribelle’ (punto d’interesse 3). Ritornando indietro per via Mascari, all’incrocio con via Bovara giriamo a sinistra ed entriamo in piazza XX Settembre, che attraversiamo fiancheggiando il ‘Palazzo delle paure’ e la Torre Viscontea, fino a via Roma e quindi a Piazza Garibaldi (punto d’interesse 4). Usciamo da Piazza Garibaldi da via Nazario Sauro, attraversiamo Viale Isonzo, entriamo nei giardini del lungolago e, tenendo la sinistra, raggiungiamo prima il Monumento ai Caduti delle guerre e poi la sede della Canottieri Lecco. In direzione della ex Caserma Sirtori una targa ricorda i primi fatti della Resistenza lecchese (punto d’interesse 5). Fiancheggiando la ex caserma, saliamo per viale della Costituzione fino a Piazza Manzoni, dove svoltiamo a destra per raggiungere la Chiesa della Vittoria (punto d’interesse 6). A questo punto del percorso è possibile scegliere tra la ‘variante breve’ e la ‘variante lunga’. La ‘variante breve’, lasciata la Chiesa della Vittoria, riprende Viale della Costituzione (in direzione delle montagne) fino a incrociare via Ghislanzoni, dove sorge il palazzo che oggi ospita il Liceo Classico Alessandro Manzoni e la scuola Media Tommaso Grossi (punto d’interesse 10). Quindi, attraversando il viale verso il palazzo delle Poste, imbocchiamo via Fratelli Cairoli che percorriamo fino all’incrocio con via Cavour. Qui svoltiamo a destra e in breve raggiungiamo il Palazzo Municipale (punto di interesse 11), dove il percorso si conclude. La ‘variante lunga’, lasciata la Chiesa della Vittoria, si sviluppa lungo via Azzone Visconti, che viene percorsa tutta fino a raggiungere il ponte omonimo, forse il simbolo più conosciuto della città e che i lecchesi chiamano ‘Ponte Vecchio’. Raggiunto il ponte Visconti, continuiamo sul lungo fiume, superiamo l’Isola Viscontea e, tramite via dell’Isola, entriamo nel nucleo storico di Pescarenico passando sotto il ponte della linea ferroviaria Lecco-Como. Raggiungiamo via Corti e, prendendo a sinistra, incontriamo il lago, il porticciolo, Piazza Era e, poco più avanti lungo la ciclopedonale, la spiaggia di ‘Addio monti’ dove, secondo la tradizione, Manzoni aveva ambientato la partenza di Lucia. Torniamo in piazza Era e poco oltre svoltiamo a destra in via Maggiore. Alla fine della via, in prossimità di un semaforo, attraversiamo Corso Martiri della Liberazione e raggiungiamo Piazza Fra Cristoforo sulla quale si affaccia la chiesa di San Materno e Lucia, la chiesa del frate manzoniano. Uscendo a sinistra da Piazza Fra Cristoforo imbocchiamo via Previati, lungo la quale si incontra ‘Casa Isella’ dove ebbe sede il primo CLN lecchese (punto d’ interesse 7). Proseguiamo nella medesima direzione e nel sottopasso della ferrovia troviamo la lapide che ricorda Alberto Picco. Poco più avanti incrociamo via Como: sulla sinistra, all’angolo con Corso Martiri della Liberazione, c’è la casa che fu teatro dell’ultima battaglia per la Liberazione di Lecco (punto d’interesse 8). Attraversata via Como proseguiamo per via Previati, superiamo fiancheggiandola la sede del Politecnico e arriviamo in via Amendola. Prendiamo a destra e ci troviamo davanti alla scuola primaria De Amicis (punto d’interesse 9). Attraversiamo la strada e prendiamo via Pizzi fino a incrociare via Appiani, che risaliamo svoltando a destra, fino a incrociare Ghislanzoni; prendendola a sinistra passiamo davanti al palazzo che oggi ospita il Liceo Classico Alessandro Manzoni e la scuola Media Tommaso Grossi (punto d’interesse 10). Quindi, attraversando Viale della Costituzione verso il palazzo delle Poste, imbocchiamo via Fratelli Cairoli che percorriamo fino all’incrocio con via Cavour. Qui svoltiamo a destra e in breve raggiungiamo il Palazzo Municipale (punto di interesse 11), dove il percorso si conclude.
  • Il punto di partenza dista 300 mt dalla stazione bus, FS e FN
  • Il punto di arrivo dista 50 mt dalla stazione bus, FS e FN
  • Il percorso ha due varianti: quella breve di 6 km con una durata di 2 ore e 15 minuti, quella lunga di 8.3 km con una durata di 3 ore
  • Si consiglla l'utilizzo di scarpe comode, adatte al passeggio

Itinerario

L’area su cui oggi sorge l’Istituto Bertacchi ospitava la “Rocco Bonaiti”, fabbrica dove durante lo sciopero del 7 marzo 1944 vennero arrestati 17 operai e 5 operaie. Assieme ad altri 4 operai arrestati in altre fabbriche, furono deportati a Mauthausen (gli uomini), ad Auschwitz (le donne) e 19 persero la vita nei lager. Una targa all’ingresso della scuola e un monumento nel vicino Parco 7 Marzo ricordano il loro sacrificio.

Di fianco all’ingresso del Liceo Grassi, è collocato il monumento che riporta i nomi dei 91 cittadini di Lecco caduti nella lotta di Liberazione. Sul lato ovest della piazza, una targa ricorda Don Giovanni Ticozzi, primo presidente del CLN di Lecco.

Tra il dicembre 1944 ed il gennaio 1945 una serie di arresti colpì il CLN e il comando militare della Resistenza lecchese. Poche settimane dopo Il CLN si ricostituì; Celestino Ferrario fu il nuovo presidente e il suo magazzino di via Mascari 21, la nuova sede. Nel medesimo cortile, nella tipografia Annoni-Pin, dal febbraio 1944 venne stampato "Il Ribelle”, organo delle “Fiamme Verdi”, fondato da Teresio Olivelli, medaglia d’oro, deceduto nel lager di Hersbruck.

Questa piazza del centro cittadino, dove si trovano il monumento a Garibaldi e il Teatro della Società, fu uno dei luoghi del potere nazista a Lecco. L’Hotel Croce di Malta, posto sul lato nord della piazza, era la ‘residenza’ degli ufficiali tedeschi, mentre nel palazzo che la chiude a ovest avevano sede gli uffici della TODT per il reclutamento della manodopera da inviare in Germania, reclutamento che nella primavera del 1944 divenne coatto.

Davanti a questa caserma, oggi sede della Questura, il 9 settembre 1943 Gaetano Invernizzi, membro del PCI clandestino e reduce dal carcere, chiamò la popolazione e i soldati alla resistenza contro l’occupazione tedesca e il ritorno del fascismo. D’accordo con il comandante della caserma, i partigiani presero le armi; tra il 9 e l’11 settembre, i primi gruppi salirono verso le montagne: a Campo de’ Boi, in Erna e ai Resinelli.

Dopo il 9 settembre 1943 le armi e le munizioni della Caserma Sirtori che partigiani non poterono trasportare subito in montagna, vennero accatastate nella cripta del Santuario della Vittoria. Questa chiesa, costruita in memoria dei caduti della prima guerra mondiale, fu anche rifugio e sede di smistamento per renitenti alla leva e profughi. Nella cripta sono sepolti alcuni dei partigiani caduti nella battaglia per la liberazione di Lecco.

Nel dicembre 1943 nacque il CLN di Lecco, con Bruno Brambilla e Gabriele Invernizzi (Partito Comunista), Don Ticozzi (Democrazia Cristiana), Pasquale e Giuseppe Mauri (Partito Socialista), Pino Marni (Repubblicani) e Giuseppe Gasparotti (Partito d’Azione). Il CLN tenne le prime riunioni in una lavanderia in disuso, in via Previati 20, dove viveva Gabriele Invernizzi con la sua famiglia. Più avanti, verso via Como, si incontra la lapide di Alberto Picco, caduto nella battaglia per la liberazione di Lecco.

Il 26 aprile 1945, i partigiani occupano i punti strategici di Lecco. La GNR si arrende, i tedeschi accettano un patto di non aggressione, mentre militi delle Brigate Nere si arroccano in una casa tra via Como e Corso Martiri. Dopo uno scontro a fuoco, le Brigate Nere espongono la bandiera bianca; quattro partigiani escono allo scoperto, ma dalla casa sparano, uccidendone due. La battaglia riprende, fino alla resa dei fascisti. Il 28 aprile quando arrivano gli americani, la città è in mano al CLN.

In questo edificio, che oggi ospita la scuola primaria ‘De Amicis’, vennero dislocati la sede del Comando della Polizia Germanica, alcuni alloggi militari e il distaccamento deposito materiale. Il 27 aprile 1945 qui si concluse un patto di non aggressione tra il comando partigiano e il comando germanico. I militari tedeschi si impegnarono a restare chiusi nell’edificio in attesa dell’arrivo degli angloamericani.

In questo palazzo, che oggi ospita la Scuola media Tommaso Grossi e il Liceo Classico e Linguistico Alessandro Manzoni, avevano sede un distaccamento della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana) e le celle in cui furono rinchiusi molti antifascisti. Durante la Liberazione venne occupato dai partigiani; qui furono portati i 160 prigionieri delle Brigate Nere «Leonessa» e «Perugia» arrestati dopo gli scontri del 27 aprile avvenuti in via Como a Pescarenico.

Non meno di 439 caduti, di cui 43 fucilati e 96 morti nei lager: è alto il contributo che la Resistenza lecchese ha dato alla lotta per la Libertà. Bisogna poi aggiungere gli Internati militari, i carcerati, gli inviati al lavoro coatto e il peso dei rastrellamenti, che furono 17 e durarono in totale 99 giorni. Un bilancio che ha reso il territorio lecchese degno della Medaglia d’Argento al valor partigiano, conferita nel 1976 dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone e consegnata dal Presidente della Camera Sandro Pertini. Nel portico del cortile del Municipio, una lapide riporta la motivazione della decorazione.

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