• Lecco
  • 1 ora e 15 minuti
  • Chiesa di San Giorgio
  • Chiesa di San Giorgio
  • Tutte le stagioni
  • 100 mt
  • 3,5 km
Il percorso parte dalla piazza della chiesa parrocchiale di San Giorgio (punto di interesse 1) dove l’Anpi, il Sistema Museale e il Comune di Lecco hanno posto una targa in memoria di Don Martino Alfieri e degli altri antifascisti acquatesi. Uscendo dalla piazza, si imbocca via Renzo, fino ad incontrare, sulla destra, Piazza della Vittoria; la si attraversa in direzione est fino ad imboccare via Paolino dei Morti, che attraversa il vecchio nucleo fino ad incrociare via Ai Poggi. Attraversandola, si entra nel cortile del Crams/Taverna ai Poggi, (punto di interesse 2) dove- sul muro dell’edificio - è posta una targa che ricorda l’antifascismo operaio di Acquate e le figure di Gaetano Invernizzi e di Francesca (Vera), Pietro e Lino Ciceri. Ritornati in Piazza della Vittoria, si prende via Perpetua che entra nella parte alta del vecchio nucleo, fino a raggiungere via Resegone. Si continua in salita lungo la scalinata finchè sulla destra si incontrano le pietre d’inciampo poste in memoria di Pietro Ciceri e di suo figlio Lino (punto di interesse 3). Si ritorna alla base della scalinata e prendendo a destra si continua nel vecchio nucleo fino a incrociare la strada carrozzabile. Si prende ancora a destra e proseguendo in discesa per via don Rodrigo e via Garabuso in breve si arriva alla casa delle sorelle Villa, (punto di interesse 4) dove è collocata una targa che ne ricorda la vicenda. Quindi ritornando per lo stesso percorso e rimanendo sulla strada carrozzabile, si ritorna in pochi minuti alla parrocchiale di San Giorgio.
  • Possibilità di parcheggio al punto di partenza
  • Percorso ad anello
  • Si consiglia l'utilizzo di scarpe comode, adatte ala passeggio

Itinerario

Acquate è il quartiere di Lecco in cui fu più intensa l’attività clandestina antifascista. Il CLN del quartiere forniva aiuti alla formazione di Erna, mentre i locali della parrocchia di San Giorgio furono punto di riferimento per molti che passavano da qui per raggiungere la Svizzera. Tra gli antifascisti, accanto a don Martino Alfieri spiccano le figure di Francesco Bolis, Sandro Turba, Giovanni Teli, Pietro e Lino Ciceri, del dr. Nicola Lanzetta e delle quattro sorelle Carlotta, Erminia, Caterina e Angela Villa.

Nello stabile di via Ai Poggi, 14 esisteva fin dal principio del Novecento, un circolo operaio poi occupato dai fascisti. In quei locali, che nel dopoguerra ospitarono il circolo Lino Ciceri, opera oggi il Crams (Centro Ricerca Arte Musica e Spettacolo) che ha ripreso, innovandoli, i temi della libertà d’espressione e della città accogliente, inclusiva e sostenibile. Nello stabile trova posto anche l’apprezzata ‘Taverna ai Poggi’.

Ad Acquate, in via Resegone, sono posate due pietre d’inciampo. Ricordano Pietro e Lino Ciceri, padre e figlio, martiri della Resistenza lecchese. Pietro Ciceri, operaio della Badoni, nato nel 1882, venne deportato perché partecipò allo sciopero del 7 marzo 1944 e morì a Mauthausen nel gennaio 1945. Lino Ciceri, apprendista meccanico nato nel 1924, partigiano combattente, arrestato dai fascisti venne fucilato a Fossoli il 12 luglio 1944.

Ad Acquate, in località Garabuso, c’è la casa delle sorelle Villa. Lì e nei capannoni della vicina cava di proprietà famigliare, furono ospitati ebrei, ex prigionieri di guerra in fuga verso la Svizzera e una missione americana. Carlotta, Erminia, Caterina e Angela Villa, attive nella rete per gli espatri, furono arrestate nel maggio del 1944 e incarcerate a San Vittore e a Fossoli. Carlotta finì nel lager di Ravensbruck, ma riuscì a tornare e a ricongiungersi con le sorelle.

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