• Lecco
  • 2 ore - 2,30 ore con bambini
  • Piazzale della funivia - Lecco
  • Piani d'Erna
  • Tutte le stagioni
  • Escursionistico
  • 700 mt
  • 5,5 km circa

Il percorso ha inizio dal lato est del piazzale della funivia (punto d’interesse 1). Raggiunto un grande cartello che indica i sentieri, scendiamo lungo la mulattiera fino a incrociare la strada asfaltata che arriva da Versasio. La imbocchiamo verso destra e proseguiamo fino a Deviscio (punto d’interesse 2) dove termina il tratto asfaltato. Prendiamo sulla sinistra la mulattiera che si addentra nel bosco (cartelli segnaletici) e saliamo con pendenza regolare fino al bivio per Campo de Boi (cartelli segnaletici).

Restiamo sulla sinistra e procediamo sulla mulattiera, fino ad uscire dal bosco; superiamo un’edicola con la rappresentazione della Madonna e raggiungiamo le cascine di Costa (punto d’interesse 3). Giunti a un bivio (cartelli segnaletici), prendiamo a sinistra una scalinata in salita e attraversiamo l’abitato di Costa. Poco sopra le case troviamo sulla sinistra la cappella votiva della Madonna del Resegone. Breve sosta per ammirare il panorama che abbraccia Lecco, Valmadrera, il lago, il Barro, i Corni di Canzo, il Monte Rai e il Cornizzolo e riprendiamo la mulattiera nel bosco fino a raggiungere la Capanna Stoppani (mt. 890) (punto d’interesse 4). Lasciato il rifugio, seguiamo le indicazioni per i Piani d’Erna. Il sentiero prende prima verso destra, ma poco dopo, arrivati a un bivio, ignoriamo il cartello per Passo del Fo’ e saliamo verso sinistra. Superiamo tratti di sentiero roccioso e ghiaioso e continuiamo nel bosco fino ai prati del Piano del Fieno. Lasciamo ancora a destra le deviazioni per il Resegone e il Rifugio Monzesi e rimanendo sulla mulattiera con le indicazioni per Erna risaliamo un pendio tra alberi e cespugli, superiamo un lastrone di roccia con i gradini intagliati e in breve raggiungiamo la Bocca d’Erna.

Qui incrociamo la carrozzabile che a destra porta verso i prati dei Piani d’Erna e il rifugio Marchett, mentre a sinistra porta verso la stazione superiore della funivia e il cippo in memoria dei Caduti della Battaglia di Erna (punto di interesse 5). Chi vuole raggiungere la Croce del Pizzo d’Erna può seguire i cartelli del Sentiero Naturalistico.

  • Nel piazzale della funivia è presente un ampio parcheggio libero da lunedì a venerdì; a pagamento sabato e domenica
  • Si consiglia di evitare periodi innevati
  • Si consiglia l'utilizzo di scarpe da trekking

Itinerario

Da questo piazzale, dove finisce la strada e inizia la montagna, partono i sentieri verso Campo de’ Boi e Piani d’Erna, due luoghi in cui si attestarono i primi gruppi partigiani.
I comandi tedeschi intuirono subito il pericolo di quella presenza e nell’ottobre 1943 attuarono un rastrellamento.
I partigiani, benché ancora poco organizzati e male armati, opposero resistenza: ai Piani d’Erna ci fu la battaglia più intensa, la prima della Resistenza lombarda. Una targa posta sulla destra dell’ingresso alla funivia ricorda quegli avvenimenti.

Nel marzo del 1944, nelle cascine di questa zona trovarono riparo Louis Biagoni, Emanuele Carioni e Pietro Briacca, agenti dell’OSS, il servizio segreto americano. Paracadutati sul Resegone, intercettati dai partigiani, trovarono ospitalità ad Acquate presso le sorelle Villa. Per due mesi collaborarono con i partigiani e inviarono informazioni ai loro comandi.
Individuati dai tedeschi ebbero destini diversi: Briacca sfuggì all’arresto e si spostò in Piemonte, Biagioni fu deportato a Mauthausen e sopravvisse, mentre Carioni venne fucilato a Fossoli, il 12 luglio 1944.

Durante il rastrellamento antipartigiano dell’ottobre 1943, condotto da truppe di montagna dell’esercito tedesco, le truppe salirono la montagna incendiando baite e cascine, allo scopo di privare i partigiani di luoghi di riparo in cui passare l’inverno e quindi costringerli a lasciare la zona. Anche alcune cascine di Costa (frazione di Acquate) vennero danneggiate.

La decisione dei comandi tedeschi di fare ‘terra bruciata’ attorno ai partigiani coinvolse anche la Capanna Stoppani che nell’ottobre 1943 venne completamente distrutta. Di proprietà del Cai Lecco e inaugurata il 15 settembre del 1895 dall’allora presidente Mario Cermenati, la capanna fu ricostruita nel 1948 dai soci del sodalizio e ampliata nel 1978. Oggi è ancora un punto di riferimento centrale per le escursioni verso Erna e il Resegone.

Nel settembre del 1943 su questo altopiano si attestò la Brigata Carlo Pisacane. Il comandante era Bernardo Carenini ‘Renato’, combattente con le Brigate Internazionali in Spagna, mentre il commissario era Gaetano Invernizzi ‘Bonfiglio’, militante comunista, già detenuto politico.
Qui si svolse la ‘battaglia di Erna’. I partigiani, dopo una prima resistenza si ritirarono, ma il fatto fece scalpore: era la prima azione di resistenza armata in Lombardia.
Il bilancio del rastrellamento fu tragico: un civile ucciso a Primaluna, due ex prigionieri di guerra caduti a Erna, due ex soldati italiani fucilati a Germanedo; altri due militari ignoti caduti e sepolti nel cimitero di Acquate. Alle vittime si aggiunsero le distruzioni: tutte le baite e le cascine di Erna furono incendiate.

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