• Bellano
  • 3 ore circa
  • Stazione ferroviaria di Bellano
  • Margno
  • Tutte le stagioni
  • Escursionistico
  • 850 m circa
  • 8 km circa
Dirigersi verso il centro storico ed imboccare la scalinata a fianco della chiesa parrocchiale, seguire la mulattiera per Vendrogno. Su strada asfaltata raggiungere Inesio dove a destra della chiesetta di S. Maria Maddalena si ritrova il sentiero. Al bivio tenere la sinistra procedendo su percorso quasi pianeggiante sino al bivio in località Bagnala: qui proseguire a sinistra per concludere con la salita a Margno, nei pressi della chiesa di S. Bartolomeo.

Possibili varianti:
  1. Al bivio dopo Inesio percorrere il tracciato in discesa sino a Taceno
  2. A Bagnala, al bivio anziché prendere a sinistra dirigersi a destra verso la chiesetta dedicata a S. Caterina e proseguire per Taceno

Itinerario

Fondamentale per i collegamenti con Lecco e Milano, qui arrivano sbandati che vogliono prendere la strada dei monti o persone dirette in Svizzera. I treni vengono utilizzati anche dalla popolazione locale per andare in pianura alla ricerca di farina di mais e riso che a Bellano scarseggiano. Per salire in Valsassina da qui partono le corriere.
Nel 1945 subisce incursioni aeree alleate, con mitragliamenti che danneggiano cavi e locomotori e i vicini impianti della ditta Cantoni.

L’edificio che ospita il cinema era la sede della Casa del Fascio. Questa viene inaugurata il 28 ottobre 1939 nonostante la sala cinematografica sia incompleta: gli uffici destinati alla direzione del partito e alla dottrina dei giovani, posti al piano inferiore, sono invece pronti all’uso. È sede operativa di Francesco Larghi e Amedeo Canclini, i fascisti locali che si distinguono per la loro ferocia nel perseguire i partigiani.

Nelle vicinanze della chiesa di S. Rocco, sulla mulattiera che porta a Bonzeno, un nucleo di partigiani spara a Francesco Larghi che si trova nella zona della stazione. L’attacco fallisce: il fascista ha la prontezza di spirito di buttarsi a terra e gli attentatori, credendolo morto, se ne vanno. Questo evento sicuramente influirà sulla tragica fine di alcuni partigiani, tra i quali Ambrogio Inverni che era al comando del drappello.

28 settembre 1944: incursione della GNR a Ombriaco con arresti ed incendio di tre case.
Una lapide posta all’ingresso del circolo accanto alla chiesa ricorda Nazzaro Vitali, originario di questa frazione, partigiano della 55a Rosselli fucilato il 3.01.1945 a Valaperta di Casatenovo con altri tre compagni.

Alla fine di aprile 1944 avviene un aviolancio alleato per rifornire la 55a Rosselli. Messaggio in codice “Il mondo è rotondo”. Viene preparato il luogo di atterraggio a Camaggiore, ma un forte vento devia i paracadute che si impigliano tra i rami del bosco in zona Carbonera, alle porte di Vendrogno. Purtroppo i materiali vengono raccolti dai civili e in gran parte consegnati ai fascisti. Per anni si favoleggia di una cospicua somma di denaro sparita nel nulla.

Nella villa dell’ex Podestà Giulio Trinchieri, i partigiani effettuano una incursione nel maggio del 1944, alla ricerca di materiale proveniente dal lancio di paracadute alleati avvenuto il 30 aprile.

Vendrogno è il capoluogo della Muggiasca: presso un locale del Municipio dal 1929 ha sede il Fascio vendrognese che conta anche un proprio Segretario politico. Il paese è spesso “visitato” dalle milizie fasciste di stanza a Bellano, vista la presenza nel territorio di numerosi partigiani e sbandati. Nel campanile della chiesa di S. Antonio durante il rastrellamento del giugno/luglio 1944 viene posizionata dai nazifascisti una mitragliatrice.

Durante il rastrellamento del giugno/luglio 1944 la popolazione viene chiusa nella chiesa detta Madonnina, mentre vengono perquisite le case alla ricerca di ribelli, segnalati da una delazione. Una lapide posta sulla porta laterale di questo edifico sacro ricorda la giornata di terrore vissuta da residenti, sfollati e ragazzi del Collegio salesiano ospitato nell’edifico dell’Opera Pia “Giglio”.

Day 9 :
9. Cavana

A fine giugno 1944 si ha un significativo rastrellamento durante il quale viene incendiata una cascina in località Cavana, tra Vendrogno e Comasira, ritenuta rifugio di Carlo Rusconi, partigiano che si consegnerà a dicembre e sarà fucilato l’8 gennaio 1945 a Fiumelatte. Non trovandolo, i fascisti arrestano la sorella che resta quaranta giorni in carcere a Como, dove subisce sevizie.

A fine novembre 1944 vengono portate in questo cimitero le salme dei quattro partigiani uccisi in Abbio durante il grande rastrellamento di ottobre. Le spoglie di Mario Acerboni e Virgilio Mori riposano ancora qui, mentre Ugo Cameroni è stato traslato nel cimitero di Dervio e il russo Lavric Mikailovic dal 1986 si trova nel settore dei caduti russi del Cimitero monumentale di Torino.
A fine guerra, nel cimitero vengono sepolti anche Carlo Cendali, fucilato il 15 ottobre 1944 a Introbio e Carlo Rusconi, fucilato l'8 gennaio 1945 a Fiumelatte. Sempre qui vengono celebrate le cerimonie funebri ufficiali per ricordare tutti i caduti per i quali erano state proibite dai fascisti esequie pubbliche.

Day 11 :
11. Inesio

Nel dicembre 1944 una colonna nazifascista proveniente da Bellano per un rastrellamento chiede a ragazze di Inesio indicazioni per raggiungere Indovero: si saprà poi che hanno effettuato arresti in Premana.
Nella frazione sono sfollati famigliari del milanese Benedetto Bocchiola che, sbandatosi, li raggiunge e si aggrega al Distaccamento “Benedetto Croce”. Bocchiola viene catturato in Abbio l’11 ottobre del 1944 e fucilato ad Introbio il 15 dello stesso mese.

Day 12 :
12. Margno

A Margno, la caserma dei carabinieri è utilizzata come comando della GNR e prigione.
Il 3 aprile 1944 i partigiani disarmano tre SS tedesche del presidio.
Pochi giorni dopo, il 27 aprile, viene messo in atto un colpo di mano allo stesso presidio per recuperare un partigiano catturato.
Quanti qui si consegnano a seguito del rastrellamento dell’ottobre 1944 vengono dopo alcuni giorni accompagnati lungo la mulattiera sino a Bellano, scortati dai cani oltre che dai tedeschi.
Lo stesso tracciato a fine novembre 1944 vede il passaggio della spedizione composta da sedici uomini e una donna partiti a piedi da Vendrogno per recuperare le salme dei quattro partigiani uccisi ad Abbio.

Day 13 :
13. Taceno

Tra il 23 e 24 maggio 1944 i partigiani occupano Taceno e giustiziano il Segretario politico dei Fasci repubblicani, Cocchetti.
Il 25 maggio viene affisso un manifesto che invita i giovani a presentarsi nelle fila delle formazioni partigiane e non in quelle della Repubblica di Salò.

In questa zona i partigiani il 15 giugno1944 fucilano uno dei propri comandanti, Pietro Mazzaglia, condannato in quanto accusato di comportamenti impropri che rendono ostili i valligiani. Il suo corpo viene abbandonato nei pressi del cimitero di Premana, dove viene poi sepolto.

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